Home Messaggi 2010 I MERCANTI DELLA MORTE IN ITALIA
I MERCANTI DELLA MORTE IN ITALIA
Logo_aguila2_itDAL CIELO ALLA TERRA

 

HO SCRITTO IL 23 FEBBRAIO 2010:

I MERCANTI DELLA MORTE IN ITALIA

NON MENO CHE ALTROVE IN ITALIA CI SONO I  MERCANTI DELLA MORTE. SONO GLI ASSASSINI DELLA VITA, GLI EMULI DEL DOTTOR MENGELE DI HITLERIANA MEMORIA. SI TROVANO A ROMA, AL GOVERNO, AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN SARDEGNA, A PERDASDEFOGU E ALTRI PAESINI LIMITROFI AL POLIGONO MILITARE SPERIMENTALE DI SALTO DI QUIRRA IN PROVINCIA DI  CAGLIARI. POLIGONO MILITARE DELL'ESERCITO, DELLA MARINA E DELL'AVIAZIONE TRA I PIÙ IMPORTANTI  D'EUROPA.
QUESTI TORTURATORI DELLA VITA, MALGRADO LA GENTE E I BAMBINI DEL LUOGO MUOIANO DI CANCRO E DI LEUCEMIA, SI OSTINANO A NON AMMETTERE CHE L'URANIO IMPOVERITO USATO DALLE ARMI SPERIMENTATE NEL POLIGONO, INSIEME A TUTTI GLI ALTRI INFERNALI  METALLI, SONO NOCIVI ALLA SALUTE.
CERTO, CHIUDERE O TRASFERIRE IN ALTRO LOCO SICURO ED INNOCUO IL POLIGONO SIGNIFICHEREBBE ABBATTERE TERRIBILMENTE IL FATTURATO DI FINMECCANICA E QUELLO DI ALTRE DIABOLICHE MULTINAZIONALI ITALIANE E STRANIERE. PERSINO GLI INTERESSI NAZIONALI E QUINDI DI GOVERNO SAREBBERO A RISCHIO.
BENE! ANZI MALE!
FINMECCANICA, I CUI DIRIGENTI SONO CATTOLICI E PRATICANTI, SONO ASSASSINI LEGALIZZATI ED IL GOVERNO BERLUSCONI, COSÌ COME I PRECEDENTI, NON SONO DA MENO.
COSA FARE?
DISPERATAMENTE GRIDARE NEL DESERTO ED ASPETTARE CHE QUALCUNO DEI CITTADINI SI SVEGLI E PROTESTI, E CHE ANCHE DIO, IL PADRE DI CRISTO, FACCIA GIUSTIZIA.
IO LO CHIEDO!

GIORGIO BONGIOVANNI STIGMATIZZATO

SANT’ELPIDIO A MARE (ITALIA)
23 FEBBRAIO 2010


NOTA: GUARDATE IL VIDEO ALLEGATO E VI RENDERETE CONTO DELLA MIA DISPERAZIONE.
G.B.    http://www.youtube.com/watch?v=jm0Sfo_RTNc

URANIO IMPOVERITO: ARRIVA LO SCUDO SALVA-GENERALI

di Marco Palombi

 

“Non è punibile a titolo di colpa per violazione di disposizioni in materia di tutela dell’ambiente e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro [...] per fatti commessi nell’espletamento del servizio connesso ad attività operative o addestrative svolte nel corso di missioni internazionali, il militare   dal quale non poteva esigersi un comportamento diverso da quanto tenuto, avuto riguardo alle competenze ai poteri e ai mezzi di cui disponeva in relazione ai compiti affidatigli”. Così il governo Berlusconi ha predisposto l’ennesimo scudo penale. Stavolta, peraltro, di fattispecie addirittura marziale visto che serve a mettere al riparo da eventuali rilievi penali generali, colonnelli   e via scendendo. Questa nuova versione della incoercibile tendenza all’impunità dell’esecutivo è contenuta nientemeno che nel decreto di proroga delle Missioni internazionali (articolo 9 comma 4) varato il 1 gennaio e ora in corso d’approvazione in Senato dopo l’ok della Camera. Curiosamente a Montecitorio le opposizioni, pur avendo criticato con parole di fuoco il comma “salva-generali”, hanno poi votato a favore. “Il governo fa carta straccia dei diritti di salute dei militari, compresi quelli che svolgendo il proprio lavoro hanno perso la vita o hanno visto compromessa la propria salute per le patologie connesse all’uso di sostanze nocive, come l’uranio impoverito”, hanno sostenuto ad esempio i deputati Pd Donatella Ferranti, Jean Leonard Touadì e Rosa Calipari. Di più, questo “è un grave colpo di mano nei confronti di migliaia di vittime (per l’Associazione Vittime Uranio sono   216 morti e oltre 2500 i malati, e si tratta di dati parziali!)”. Questo comma, infatti, disattiva le leggi in materia di sicurezza sul lavoro, tutela dell’ambiente e della salute nel corso delle missioni internazionali e sembra pensato per casi come quello della contaminazione da uranio impoverito, sostanza contenuta negli armamenti americani e britannici usati ad esempio nella ex Jugoslavia, dove i nostri soldati – a differenza dei colleghi Usa e Gb – agirono senza alcun dispositivo di protezione. Ora però le sentenze di risarcimento concesse dai giudici civili alle vittime e ai loro familiari cominciano ad arrivare: il ministero della Difesa non ha tutelato i suoi dipendenti, hanno scritto le toghe di Roma a proposito di un caporalmaggiore di Lecce morto nel 2005. Il Tribunale di Firenze, nel dicembre 2008, ha sostenuto la stessa cosa anche per la missione in Somalia: il ministero “non ha disposto l’adozione di   adeguate misure protettive… nonostante fosse sotto gli occhi dell’opinione pubblica internazionale la pericolosità specifica di quel teatro di guerra, e nonostante l’adozione da parte di altri contingenti di misure di prevenzione particolari”. Oggi, con questo comma infilato alla chetichella in un decreto che è quasi obbligatorio approvare in fretta, si tenta di deresponsabilizzare i vertici delle Forze Armate: “Si tratta di una norma vergognosa e anticostituzionale – sostengono le associazioni delle vittime – un tentativo di dare un colpo di spugna alle responsabilità di chi ha inviato i nostri militari all’estero senza informarli dei rischi” e “di chi non ha adottato le norme di protezione e di chi non le ha fatte rispettare”. Non solo. D’ora in poi nelle missioni di pace all’estero, dal Libano al Kosovo, alcune migliaia di lavoratori italiani – militari e civili – non avranno pieno diritto alla salute e alla sicurezza. Per legge.
IL FATTO QUOTIDIANO 23 FEBBRAIO 2010
 

Siti amici

220X130_mystery
ILSICOMOROA

DVD - CD

mensajes_secretos

dvd-lacrima
CD MUSICALI PER SOSTENERE FUNIMA
cd-alea cd-viaje-bg

Collaboratori

unpunto_box

delcielo_box

delcielo_esp_box

crop_box

logogranfuniminternational

Libri

ilritorno

tapa_libroGB_Giovetti

cop_dererum

ricagni

Nuova copertina libro Debora

libro33min_tapa
ASSOCIAZIONE CULTURALE GIORDANO BRUNO  -  Via Molino I° 1824, 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - +39.0734.810526 - Privacy policy