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HO SCRITTO IL 3 APRILE 2008:
CARLA, NOSTRA AMATISSIMA SORELLA SPIRITUALE MADRE DI DUE BELLISSIMI FIGLI E COMPAGNA DI VIAGGIO DI DOMENICO SANTIN NOSTRO AMATO FRATELLO DI PORDENONE, MI HA SCRITTO, REGALANDOMI LA SUA PACE E IL SUO AMORE. VOGLIO FARVI PARTECIPI DI QUESTO.
GIORGIO BONGIOVANNI
Caro Giorgio,
scrivo per renderTi grazie.
Lo avevi preannunciato il giorno prima che forse sarebbe accaduto perché desideravi esaudire il nostro desiderio: ... diventare anche noi testimoni del Suo Vivere in Te . Quella domenica mattina ci hai chiamato ad assaporare la sacralità che regna nel Tuo corpo. I segni della crocifissione di Gesù Cristo sanguinavano.
Quanto ci ama il Padre Adonay, si serve di un Suo Amato Figlio per farci comprendere nel profondo che “la morte non esiste” ... “la Verità non potrà mai essere velata” ... “c’è sempre un’anima pronta a riceverla” ...
Tu hai rinnovato la sofferenza per noi, quanto ami il Padre e, in Lui tutti noi. Abbiamo pianto di dolore e di commozione, di adorazione e di devozione, ... di Amore ... Eri lì mio Signore con le Tue Pie Donne.
Il Tuo volto estasiato di Luce Cristica ha consolato le nostre anime. Le mie parole non ce la fanno a renderTi grazie.
Vive nel mio cuore sono le Tue sussurrate: “Vale di più un’immagine vera vista che tutte le parole scritte, perché ... ... quella immagine le contiene tutte” ...
Il nostro Spirito ora la custodisce intimamente quella immagine, un vero tesoro del nostro cuore.
E la pagina del libro “Imitazione di Cristo”, aperta la sera prima di coricarmi sul letto intriso del tuo divino profumo, è stata proprio questa:
“Io sono colui che in un attimo innalzo la mente umile, perchè possa comprendere l’eterna Verità più che se avesse studiato dieci anni nelle scuole. Io ammaestro senza strepito di parole, senza confusione di opinioni, senza boria di onori, senza battaglia di dispute ..... C’è stato chi, amandomi intimamente, imparò cose divine e disse cose mirabili. Costui fece maggior profitto lasciando tutto, che studiando sottili problemi. Al alcuni io insegno cose comuni, al altri cose speciali: mi mostro a certi soavemente per mezzo di simboli e di immagini, ad altri invece rivelo i misteri con molto splendore. Il linguaggio dei libri è unico, ma non istruisce tutti nella stessa maniera, perché io sono interiormente maestro di verità, scrutatore dei cuori, conoscitore dei pensieri e stimolo a operare, distribuendo i miei doni a ciascuno come giudico conveniente.
GRAZIE
con profondo Amore
Carla Pordenone, 3 aprile 2008
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